NEWS - a Roma!
sabato 26 settembre - ore 11:00 - libreria San Paolo - via della Conciliazione - ROMA
presentazione di
Franco Signoracci
Il buio prima di sera
dialogherà con l'autore p. Stefano Bittasi
Il 9 luglio '26, è uscito in libreria (anche online) il mio ultimo romanzo. Una storia... anzi, tre storie che si intrecciano attorno ad un luogo intenso e difficile da comprendere per noi razionalisti e anime fragili: San Giovanni Decollato, in Roma, sede dell'Arciconfraternita della Misericordia. Erano coloro che si assumevano il compito di accompagnare i condannati a morte dal momento della sentenza fino alla sua esecuzione: quei disperati stavano per perdere la vita terrena, che non perdessero quella eterna! Lungi da ogni esoterismo o fascino del macabro, il luogo di una profonda carità e pietas umana...
Lo confesso in questo blog, che non legge nessuno: il libro più duro e necessario che mi sia trovato a scrivere. Ma la protagonista non è la morte: incredibilmente è la vita, e la speranza. Questa è la lezione che ho appreso nel chiostro di quella chiesa nascosta.
"Pure in rete giravano solo quattro foto inconsistenti, qualche articoletto mal scritto e pieno di refusi. Uno addirittura definiva San Giovanni Decollato "la chiesa dei dannati". Quando invece è proprio il contrario. Idioti! Non comprendono che dannati siamo noi, tutti: invece, chi custodisce il significato della morte, custodisce il senso della vita."
La prima recensione a Il buio prima di sera!
MI è arrivata una breve pagina che commenta il romanzo: sono parole misurate e profonde, preziose per me perché scritte da una persona che non usa le parole a caso e sa bene di cosa sta parlando. Grazie!
Il buio prima di sera racconta una storia vera, o meglio tre storie vere che, come accade nella vita reale, si intrecciano in modo imprevisto ed inspiegabile, ma sensato. Questo non vuol dire che siano realmente accadute, non interessa a noi e sembra neppure all'autore. Sono storie vere perchè si offrono al lettore nella loro sincera autenticità. I protagonisti non postulano insegnamenti sulla vita (o sarebbe forse meglio dire sulla morte?) con voce saccente ed irriverente. Tentazione in cui si rischia di cadere quando si raccontano storie di uomini e di donne che affrontano momenti estremi (estremi perché sono all'estremo della loro esistenza terrena). I protagonisti semplicemente vivono e si confrontano con la morte, ognuno dalla sua prospettiva e come meglio può. La morte propria, resa imminente - e quindi reale - da una prognosi infausta o da una condanna della giustizia civile, una condizione difficile da accettare e al contempo ineluttabile. La morte degli altri, come opportunità per l'ultima cura e disinteressata accoglienza, ora come allora, nel XVII secolo. Anzi, mi correggo, non la morte, ma il morire, la morte non ci appartiene come dice l'autore in una poesia di cui non ricordo il titolo. Parlare di morte senza accezioni moralistiche, ma come parte naturale della vita dell'uomo è rivoluzionario in un contesto sociale in cui morire sembra una sconfitta ed un tabù. La morte non si contrappone alla vita, la vita contiene la morte come atto finale, e come dice don Pietro nel libro "la morte, in fondo, non è che uno dei tanti fatti della vita; spaventa solo perché è l'ultimo". Leggere Il buio prima di sera è come guardare un torrente di montagna, nello sguardo si imprime sia l'acqua limpida che scorre instancabile sia i sassi, sul letto del fiume, come ciò che rimane.
B.S.
Un contributo speciale: l'autrice ci presenta il suo romanzo!
Alessandra Castellazzi
La radura
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Chi sono
Mi chiamo Franco Signoracci, sono nato a Vimercate (ora in provincia di Monza e della Brianza) nel 1964. Sono autore di narrativa per ragazzi e di romanzi; opero anche nella saggistica e nell'editoria scolastica (lingua e letteratura latina, con le case editrici SEI e RCS); recentemente sono state pubblicate due mie raccolte di poesie e il romanzo Il buio prima di sera.
Dopo avere lavorato in una casa editrice milanese, sono passato all'insegnamento nei licei, dove racconto ai ragazzi, da lunghi anni, letteratura italiana e latina. Sono sposato con Francesca e ho due figlie, Benedetta e Margherita.
Ho vinto il premio Scerbanenco@Lignano 2022 con il racconto Indagini inutili e, nel 2026, il Premio speciale della giuria "Targa Antonia Pozzi" nell'ambito del Premio Internazionale di Letteratura "Per troppa vita che ho nel sangue - Antonia Pozzi", con la silloge Lettere dal fronte.
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